Il Superbonus è ormai un ricordo lontano e l’idea di recuperare le spese di ristrutturazione in 10 anni tramite detrazioni fiscali non ti convince più? Hai ragione. Con l’inflazione e l’incertezza economica, aspettare un decennio per riavere i propri soldi è un lusso che in pochi vogliono permettersi.
Ma c’è una novità che cambia le regole del gioco.
Ad agosto 2025 è stato approvato il decreto Conto termico 3.0. A differenza dei vecchi bonus edilizi, questo incentivo non ti offre uno sconto sulle tasse future, ma denaro liquido accreditato direttamente sul tuo conto corrente tramite bonifico. Se vivi in Lombardia e stai pensando di aggiornare il tuo impianto di riscaldamento, questa è l’opportunità più concreta degli ultimi anni per efficientare la tua casa e incassare un contributo statale immediato.
Vediamo insieme, senza giri di parole, come funziona e perché conviene muoversi ora per essere pronti a febbraio 2026.
Cosa cambia col decreto 2025?
La vera rivoluzione del Conto termico 3.0 sta nell’approccio. Non si tratta più solo di cambiare una vecchia caldaia, ma di rendere la tua casa energeticamente indipendente.
La novità più importante riguarda il fotovoltaico. Fino a ieri, il GSE non pagava i pannelli ai privati. Con il nuovo decreto, l’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo (batterie) è finalmente incentivata, ma c’è una condizione tecnica precisa: l’intervento deve essere abbinato alla sostituzione del tuo vecchio generatore con una pompa di calore elettrica.
In pratica, lo Stato ti finanzia i pannelli solari solo se decidi di eliminare il vecchio impianto inquinante. È un vero e proprio “pacchetto indipendenza”: pompa di calore più fotovoltaico e accumulo, con una copertura delle spese ammissibili che arriva fino al 65%.
Chi può accedere?
Facciamo chiarezza per evitare le trappole burocratiche in cui cadono in molti. Il Conto termico 3.0 è diviso in “titoli”. Tu, come privato cittadino che vuole rinnovare la propria abitazione, rientri nel Titolo III.
Attenzione però: a differenza dell’Ecobonus, il Conto termico per i privati non copre la sostituzione degli infissi o il cappotto termico (interventi riservati alla Pubblica Amministrazione nel Titolo II).
Se qualcuno prova a venderti finestre promettendoti il bonifico del GSE, ti sta dando un’informazione sbagliata. Questo incentivo è focalizzato sugli impianti: pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico e, come abbiamo visto, il fotovoltaico abbinato.
Quanto si incassa?
Qui arriviamo al punto dolente delle detrazioni classiche: la capienza fiscale. Con il Conto termico questo problema non esiste. Non importa quante tasse paghi: l’incentivo è un bonifico.
Ecco una simulazione realistica per una villetta indipendente in Brianza che decide di installare una pompa di calore performante abbinata a fotovoltaico e accumulo, con una spesa ipotetica di 25.000 euro:
- Incentivo pompa di calore: calcolato in base all’efficienza della macchina (più è performante, più alto è il bonifico). Stima: circa 5.000 – 6.000 euro.
- Incentivo fotovoltaico + batteria: calcolato al 65% delle spese ammissibili. Stima: circa 7.800 euro.
- Totale incassato: potresti recuperare tra i 13.000 e i 14.000 euro.
Poiché l’importo supera i 5.000 euro (soglia che potrebbe essere alzata a 15.000 euro nelle regole applicative finali), il rimborso avverrà in rate annuali costanti (solitamente 2 o 5 anni). Parliamo di un rientro dell’investimento rapidissimo rispetto ai 10 anni delle detrazioni standard.
I vincoli in Lombardia
Operare qui da noi significa fare i conti con la qualità dell’aria del Bacino Padano. La Regione Lombardia ha normative severissime, e il Comune di Milano (con le aree B e C) sta stringendo la morsa sui generatori inquinanti.
Molti sono tentati dalle stufe a biomassa (legna o pellet) per risparmiare. È un rischio enorme. Nei comuni sotto i 300 metri s.l.m. (quindi tutta l’area metropolitana di Milano, Monza e la bassa pianura), l’installazione di nuovi generatori a biomassa è consentita solo se certificati 5 stelle. Inoltre, dal 1° ottobre 2025 scattano nuovi divieti ancora più rigidi.
Il nostro consiglio? Se vivi in città o nell’hinterland, evita la biomassa. Rischi di installare un prodotto che tra pochi anni non potrai accendere durante i blocchi del traffico. La soluzione sicura e incentivata è l’elettrificazione totale o l’ibrido evoluto.
Le migliori tecnologie per accedere all’incentivo
Per massimizzare il bonifico che riceverai dal GSE, la scelta del prodotto non è un dettaglio: è matematica. L’incentivo per le pompe di calore si calcola moltiplicando l’energia termica per un coefficiente legato all’efficienza (COP). Più la macchina è efficiente, più soldi ti tornano indietro.
Ecco le tre soluzioni che noi di Nexa abbiamo selezionato per il mercato lombardo:
- Bosch Compress 7000i AW (L’acchiappa-incentivi): Questa macchina è un gioiello di ingegneria tedesca. Con un COP pari a 4.90, garantisce l’accesso alla fascia più alta dell’incentivo. Scegliere un modello meno performante ti farebbe perdere centinaia di euro di rimborso statale.
- Italtherm City Top Hybrid (La sicurezza del gas): Se hai vecchi radiatori e temi che la sola elettricità non basti, questa è la soluzione. È un sistema “Factory Made”, ovvero certificato unico dal costruttore. Questo dettaglio burocratico è fondamentale per ottenere l’incentivo senza impazzire con calcoli complessi.
- Jodo AIRP-E (L’innovazione green): Utilizza gas naturale propano (R290) e riesce a scaldare l’acqua fino a 75°C. È perfetta se vuoi mantenere i tuoi termosifoni attuali ma passare a una tecnologia a zero impatto sull’ozono, anticipando le future normative europee sui gas fluorurati.
Se hai ancora dubbi su quale sia la tecnologia adatta alla tua casa o temi di perderti nei meandri del portale GSE rischiando di vedere la tua pratica bloccata per un errore formale, non improvvisare.
Noi di Nexa, specialisti Bosch, Italtherm e Jodo operativi in tutta la provincia di Milano e Monza Brianza, non ci limitiamo a installare la macchina: gestiamo l’intera pratica burocratica per garantirti l’accesso ai fondi.
Contattaci oggi per un sopralluogo tecnico: prepariamo la tua pratica ora per farti trovare in prima fila quando apriranno gli sportelli a febbraio 2026.